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Regole e Modelli del Governo Societario
Regole e Modelli del Governo Societario

Massimo Di Terlizzi, Roberta Di Vieto
Regole e Modelli del Governo Societario

Collana: TEORIA E PRATICA DEL DIRITTO - SOCIETA' E FALLIMENTO

Anno di Edizione: 2020      Pagine:

Prezzo di listino: €. 55,00      ISBN: 9788828809166      Codice Giuffrè: 24205251

Materia: Societa'

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Presentazione
Contributi
Indice
Premessa

La corporate governance è ormai uno dei temi ai quali gli addetti ai lavori del settore giuridico e di quello economico-aziendalistico prestano più attenzione.

Invero, la portata deflagrante di ben noti eventi di dissesto finanziario che negli anni si sono via via succeduti, interessando importanti gruppi industriali e multinazionali, alcuni dei quali di dimensioni colossali, ha consentito l’emersione, seppure tardiva, del notevole grado di disallineamento sussistente tra l’apparato normativo-regolamentare e la correlata necessità di regolamentazione, dei settori economico-finanziari interessati.

Tale fenomeno ha altresì condotto alla presa di coscienza della disarmante inadeguatezza dei presidi approntati dalle istituzioni finanziarie a tutela della moltitudine dei risparmiatori e piccoli investitori e, per l’effetto, ha incrementato la domanda di efficienza e corretta gestione dei sistemi di governance societaria.

Ne è scaturito un interessante dibattito dottrinale volto all’approfondimento della tematica del diritto del governo societario, unitamente a quello dei controlli ad esso inerenti, rimessi tanto alla cura e gestione degli organi societari interni, quanto alla gerenza delle diverse autorità esercenti la vigilanza nei propri specifici settori.

Nel solco di quanto tracciato, la tematica del governo dell’impresa societaria, ormai nota ai più come corporate governance, ha attirato l’attenzione, tra gli altri, degli operatori di diritto, chiamati, in primo luogo, alla stessa individuazione di una definizione condivisa di corporate governance, espressione di per sé dai confini indefiniti e sfuggenti.

Spesso infatti, nella letteratura che si è occupata del tema, si rinvengono definizioni che, seppur accomunate da alcune visioni e tratti condivisi, divergono per ampiezza ed estensione. Ciò anche in ragione del fatto che, anticipando un tema oggetto della trattazione, non vi è un assetto di corporate governance universalmente valido e, come tale impiegabile da ogni società; l’espressione indica in realtà un modello ideale, mutevole e in continua evoluzione che, una volta concretamente adottato, deve essere sottoposto a costante revisione e implementazione al fine di assicurare alla società un andamento quantomeno virtuoso.

Si noti infatti che sulla concreta individuazione del miglior modello di governo incidono diverse determinanti, collegate a filo doppio alle numerose variabili, finanche di genere etico e culturale, attualizzate dal sistema sociale di riferimento in un certo tempo, in un determinato luogo.

In effetti, le differenze tra le varie concezioni di corporate governance risultano estremamente evidenti a livello di macroaree: ad esempio nell’area continentale-europea il governo dell’impresa risente di una maggiore regolamentazione normativa che diviene estremamente forte, se non eccessiva, nel contesto ordinamentale italiano, e ciò in contrapposizione al maggior liberismo proprio del sistema anglosassone e più in particolare nordamericano.

Eppure, vi è chi ha visto nei due macrosistemi alcuni elementi di comunanza, in particolare per quanto attiene alla rilevata centralità del fenomeno dell’investimento nell’impresa societaria, reputato vero trait d’union tra le diverse visioni di governance di impresa.

Più in generale, qualsivoglia modello di governance, seppur diversamente caratterizzato, è accomunato agli altri da una serie di intenti primari e targets finali, prefissati in ragione della medesima sensibilità per temi condivisi e ritenuti di primaria rilevanza, quali la tutela dei mercati e della collettività degli stakeholders, la preservazione dei valori aziendali e dei patrimoni imprenditoriali, obiettivi finali da perseguire attraverso il conseguimento di quelli mediati, quali la definizione di condotte virtuose ed efficaci degli organi di gestione e controllo endosocietari.

Ciò detto, a parere di chi scrive, è senz’altro condivisibile la definizione fornita da alcuni autori, secondo i quali per corporate governance si deve intendere il complesso degli assetti, dei princìpi, dei meccanismi e delle regole che caratterizzano il governo dell’impresa, nonché delle reciproche interazioni tra i diversi organi sociali.

Tale complesso regolamentare, caratterizzato da una completa trasparenza dei processi di assunzione delle determinazioni gestorie nei confronti della collettività degli stakeholders, deve essere orientato ad assicurare e a favorire la virtuosa gestione aziendale, quale frutto dell’efficacia dell’operato delle differenti funzioni di controllo e gestione del rischio, ciascuna delle quali dotata di poteri tra loro proporzionalmente bilanciati; affinché ciò avvenga, le diverse funzioni e le rispettive prerogative devono essere precisamente identificate, anche al fine della compiuta individuazione e conseguente ripartizione delle responsabilità.

Peraltro, la suddetta definizione deve essere integrata precisando che per “regole” e “complesso regolamentare”, devono intendersi tutti i precetti normativi di rango primario e secondario, oltre che i codici di autodisciplina, legislativamente concepiti per indicare la via di una virtuosa gestione societaria.

Ad ogni modo, pur nel contesto delle diverse definizioni ipotizzabili, la disamina del governo dell’impresa societaria può senz’altro dirsi afferente alle diverse funzioni e ai plurimi organi societari contemplati dal diritto comune delle società oltre che dalle normative speciali e settoriali proprie dell’ambito bancario, assicurativo e, in generale, finanziario, che svolgono un ruolo attivo nei modelli di amministrazione e controllo.

Tanto premesso in via generale, nel presente volume sarà analizzato, nel dettaglio, il sistema di corporate governance della società per azioni di diritto comune e della società per azioni quotata sui mercati regolamentati, illustrando, ove necessario le diverse peculiarità che caratterizzano quello delle società a responsabilità limitata.

Tale disamina sarà condotta con l’intento di sviscerare il complesso e dinamico sistema di interrelazioni e flussi di interscambio informativo che intercorrono tra gli organi di governo staticamente precostituiti, avendo particolare riguardo alle possibili diverse dinamiche proprie dell’organo di amministrazione e di quello di controllo, nelle loro diverse forme e diverse declinazioni, soffermandosi anche sul ruolo del dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, del comitato controllo rischi e degli altri comitati.

Trattando dei sistemi di governo delle società di diritto comune, siano esse società per azioni o società a responsabilità limitata, non si mancherà di effettuare poi alcune riflessioni circa i modelli più idonei da adottare in base alle diverse caratteristiche che la compagine sociale potrebbe avere e, a completamento della disamina, avendo riguardo al complesso flusso di informazioni e di controllo, saranno altresì dedicate alcune considerazioni all’organismo di vigilanza previsto dal D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 231, come disciplinato dalla stessa normativa.

Infine, in tema di revisione contabile, sempre avendo riguardo al profilo prettamente giuridico, si forniranno alcuni cenni in merito all’influenza della stessa sulla gestione e sul controllo della società.